Milano, 8 Novembre 2007

Ottobre 30th, 2007

Le tecniche costruttive storiche

Protocollo e strumenti innovativi per la diffusione e l’applicabilità al processo di conservazione.

Milano 8 novembre 2007 - ore 14,30

"La storia la si fa con i documenti scritti, certamente. Quando esistono. Ma la si può fare, la si deve fare senza documenti scritti se non ce ne sono. Con tutto ciò che l’ingegnosità dello storico gli consente di utilizzare per produrre il suo miele se gli mancano i fiori consueti. Quindi con delle parole. Dei segni. Dei paesaggi e delle tegole. Con le forme del campo e delle erbacce. Con le eclissi di luna e gli attacchi dei cavalli da tiro. Con le perizie su pietre fatte dai geologi e con le analisi di metalli fatte dai chimici. Insomma con tutto ciò che, appartenendo all’uomo, dipende dall’uomo, serve all’uomo, esprime l’uomo, dimostra la sua presenza, l’attività, i gusti e i modi di essere uomo. Forse che tutta una parte, e la più affascinante, del nostro lavoro di storici non consiste proprio nello sforzo continuo di far parlare le cose mute, di far dir loro ciò che da sole non dicono sugli uomini, sulle società che le hanno prodotte, e di costituire finalmente quella vasta rete di solidarietà e aiuto reciproco che supplisce alla mancanza del documento scritto?"

Lucien Febvre (1949)

Lo studio delle tecniche costruttive storiche, per definizione mutevoli su base locale, legate al suolo, all’approviggionamento dei materiali…mette in campo il rapporto tra microstoria e storia. Come indagare questo rapporto? Come affrontare lo studio del costruito storico, con quali strumenti e per quali finalità?

Lo studio delle tecniche costruttive storiche si è attuato soprattutto come indagine su un prodotto finito (la cas, i materiali con cui è stata costruita, la tipologia, l’analisi con cui è stata costruita, la tipologia, l’analisi con cui esaminare il singolo materiale…) e non come un’esperienza di ricerca volta a studiare un processo di produzione con saperi, pratiche, logiche che possono essere ben più ampi e complessi. Come si potrebbero impostare ricerche sul costruito storico multidisciplinari?

Lo studio delle tecniche costruttive storiche, come molti altri campi di ricerca necessari alla conservazione, trova nuovi spunti con l’apporto della cultura materiale. Pure, dopo più di trent’anni dalla nascita del concetto di cultura materiale non sembra che essa abbia influenzato davvero la cultura italiana. Quali ragioni?

Apertura dei lavori
Valeria Pracchi
Dipartimento Building Enviroment Sciences and Technology
Politecnico di Milano

Tiziano Mannoni
Istituto di Storia della cultura materiale di Genova

Claudine Remacle
Consulente della Regione Valle d’Aosta

Carlo Tosco
Dipartimento Casa Città
Politecnico di Torino

Luca Mocarelli
Dipartimenti di Economia Politica
Università degli Studi di Milano - Bicocca

Conclusioni
Stefano Della Torre
Dipartimento Building Environment Sciences and Technology
Politecnico di Milano

Partecipano al dibattito i componenti delle Unità di ricerca
Politecnico di Milano, Seconda Università degli Studi di Napoli, Università "La Sapienza" di Roma, Università degli Studi di Pescara "G. D’Annunzio", Università degli Studi dell’Aquila.

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