Lo Stato dell’Arte 6 (2008)
Marzo 6th, 2008
VI congresso nazionale IGIIC
Il Congresso del 2008 del IG-IIC si terrà a Spoleto. La scelta dell’Umbria, decisa nell’assemblea del congresso 2007 a Cremona, sposta l’evento annuale nel centro Italia, in un’area di grande ricchezza culturale e tradizione nel restauro, con l’intento di coinvolgere i diversi territori per un momento di scambio costruttivo e diffuso di esperienze nel settore del restauro.
L’assemblea dei soci ha ribadito la volontà di mantenere la formula del congresso multi tematico, per consentire a tutti gli operatori di ampliare lo sguardo oltre le proprie pratiche conservative, alle problematiche di materiali le cui specificità di intervento sono patrimonio di professionisti dedicati.
Il Congresso 2008 affronta anche il tema de ,I beni culturali in emergenza argomento vasto che raccoglie in sé forse tutti gli altri e che, pertanto, permetterà di presentare quei casi nazionali che si sono rivelati di particolare interesse e che hanno sviluppato metodologie specifiche.
Aree tematiche
Beni culturali in emergenza (all’interno di questa sessione si inseriranno le comunicazioni del centro disgnostico della Rocca): riguarda tematiche relative alla programmazione dei sistemi di conservazione per beni con particolari problematiche di emergenza conservativa e di rischio.
Esempi di progettazione: sviluppo di problematiche di progettazione o iter progettuali completi dei risultati dell’intervento
Problematiche di intervento: problemi pratici e risposte risolutive nella pratica quotidiana dell’esperienza diretta di intervento.
Conservazione preventiva: descrizione di esempi pratici
Ricerche e studi applicati: esempi di studi applicati alla ricerca o alle risposte necessarie per il controllo e la scelta dei materiali, le qualità e la progettazione degli interventi.
Sono previste sessioni orali e sessioni poster.
La lingua ufficiale del Congresso è l’italiano.
Sede del Congresso: Rocca Albornoziana, Piazza Campello Spoleto (PG)

E’ possibile datare alla fine del 1359 i primi lavori per l’edificazione della Rocca; del 1362 è invece il primo documento che nomina Matteo Gattaponi sovrastante della fabbrica. Nel 1370 l’opera non era ancora compiuta.
La costruzione dell’edificio trae origine dalla missione di pacificare e rafforzare le terre della Chiesa, affidata nel 1353 dal papa Innocenzo VI al cardinale Albornoz.
Gli spoletini accolsero il progetto con grande soddisfazione dal momento che il proposito del cardinale di dare nuova unità al territorio della Chiesa ben rispondeva all’aspirazione della città di sottrarsi dal predominio ormai decennale che la vicina Perugia esercitava.
Per alcuni secoli, e fino all’inizio del Cinquecento, l’edificio fu teatro degli avvenimenti più rilevanti della città, ospitando i maggiori personaggi del tempo. Gomez Albornoz, nipote del cardinale, è il primo castellano della Rocca, ormai ultimata; nel 1392 vi soggiorna Bonifacio IX.
Fra i governatori assume un rilievo particolare Lucrezia Borgia, mandata qui diciannovenne dal padre, papa Alessandro VI, per allontanarla dal marito Alfonso d’Aragona.
La Rocca albornoziana è sicuramente il monumento più rappresentativo della città di Spoleto, per la sua stessa posizione privilegiata, posta al di sopra dell’intera città. Essa è circondata da un’alta muraglia che ricalca in parte il tracciato dell’antica cinta urbica di opera poligonale e quadrata. Varcata la prima porta, ornata di stemmi di Clemente VIII e della famiglia Aldobrandini, si imbocca un viale rettilineo in pendio che conduce alla monumentale porta del Bastione sulla cui fronte sono visibili gli stemmi di molti pontefici che qui risiedettero. La pianta, è formata da un rettangolo allungato ed è attraversata nel senso del lato corto da un corpo di fabbrica che dà origine a due rettangoli minori, diseguali, che costituiscono i due cortili. Alle estremità del corpo maggiore e del braccio trasversale si innestano sei possenti torri. Tra queste notevole è la torre maestra, più alta e possente delle altre, collocata nel mezzo del lato lungo verso la città.
Nel lato opposto, verso Monteluco, la torre nord-orientale si congiungeva, attraverso un passaggio su arcate, ad una torre esterna addossata alla cinta urbica e chiamata Malborghetto. Le arcate e la torre non sono però più visibili in seguito alla edificazione agli inizi del Novecento della palazzina degli uffici penitenziari. Alla stessa torre nord-occidentale è addossata l’antica cappella.
Il complesso monumentale si compone in due aree ben distinte: il Cortile d’onore e il Cortile delle armi. La prima accoglie il Museo nazionale del Ducato, costituito di materiali dei secc. IV - XV, provenienti dalle collezioni civiche. Inoltre, il salone centrale ha una funzione di Sala polivalente potendo ospitare mostre temporanee, concerti, convegni, ecc. La seconda area ospita un Teatro all’aperto capace di 1200 spettatori.
Negli ambienti di lato lungo ha sede la Scuola europea di restauro del libro: sul lato corto, tra le due torri, è istituito il Laboratorio di diagnostica applicata al restauro dei beni culturali. L’area verde che cinge l’edificio monumentale si configura come il Parco della Rocca, che, in tempi successivi, verrà esteso all’intero Colle S. Elia.
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PAGAMENTO QUOTA CONGRESSO:
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IGIIC- Gruppo Italiano
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Causale - V Congresso IGIIC e nome e cognome del partecipante
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INFORMAZIONI TURISTICHE
QUOTA DI PARTECIPAZIONE
quota intera: 185,00 euro IVA inclusa
quota ridotta: 145,00 euro IVA inclusa
(soci IGIIC, GE-IIC e studenti sotto i 25 anni)
quota per un solo giorno: 110,00 euro IVA inclusa
quota ridotta per un solo giorno: 90,00 euro IVA inclusa
(soci IGIIC, GE-IIC e studenti sotto i 25 anni)
La quota d’iscrizione alle 3 giornate di Congresso comprende una copia del Volume degli Atti, tutti i coffee break e i lunch offerti e tutte le iniziative culturali esterne relative al Congresso.
La quota d’iscrizione alla singola giornata di congresso comprende una copia del Volume degli Atti, i coffee break e lunch della giornata se previsto.
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