-
Uno dei punti chiave del processo della conservazione preventiva è quello del passaggio dal monitoraggio dello stato di conservazione alla manutenzione vera e propria con tutte le eventuali operazioni connesse. La giornata di lavoro, organizzata presso il Centro per la Conservazione e dil Restauro “La Venaria Reale” nel Novembre 2005, ha avuto lo scopo di mettere a confronto e discutere le esperienze che sono in corso nelle diverse realtà operanti in Italia. Il volume è edito dalla Nardini Editore -
La sottoscrizione della membership studente ti consente di ottenere uno sconto del 20% (calcolato automaticamente) su tutti gli eventi e le pubblicazioni IGIIC. La validità della tua associazione (membership) ha durata annuale (anno solare).
La sottoscrizione della membership annuale IGIIC sbloccherà anche i contenuti privati dell'area soci, i video, la sezione di job placement, gli elenchi soci e altri contenuti dedicati ai soci.
-
Pratiche artistiche e alterazioni dei materiali
10° giornata di Studio sul Contemporaneo 7 febbraio 2025 ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BOLOGNA
*** Programma della giornata*** I POSTI SONO ESAURITI, NON SARA’ POSSIBILE PROCEDERE CON IL PAGAMENTO DELLA QUOTA
La decima giornata di Studio sul Contemporaneo si focalizzerà sulle alterazioni dei materiali, intenzionali e non intenzionali, correlate al modus operandi degli artisti. Nello specifico si intende porre l’attenzione sulla difficoltà di conservazione e restauro delle opere che per naturale o intenzionale processo di trasformazione della materia, hanno subìto delle modifiche. Queste alterazioni possono essere ascrivibili a molteplici fattori, tra i quali: la conseguenza diretta di una particolare tecnica di esecuzione, la modificazione da parte dell’artista di un materiale pronto all’uso, la combinazione di diversi materiali, la scarsa conoscenza del comportamento nel tempo di materiali entrati da poco in commercio che porta a modificazioni imprevedibili, non ultimo, le modifiche che le case produttrici possono apportare ai materiali nel corso del tempo. Per partecipare attivamente, invia un abstract su una delle aree tematiche:- Scelte espressive e conseguenze: si intende porre l’accento sulle modificazioni dei materiali dovute all’agire dell’artista che possono essere ricondotte sia a modifiche apportate in fase di esecuzione su prodotti industriali già pronti all’uso (commistione con altri materiali, diluizioni etc.) sia ad alterazioni dei supporti o di superfici perlopiù di tipo meccanico e chimico-fisico (modifiche della texture tramite abrasioni, applicazioni di sostanze reagenti, combustione, etc.)
- L’individuazione delle problematiche e la metodologia di restauro: si intende porre l’accento su come conoscere e riconoscere le alterazioni attraverso l’utilizzo della diagnostica consapevole e accessibile; di fatto ad oggi ci sono molti metodi/strumenti di facile utilizzo e dal costo contenuto che possono dare un supporto significativo alla comprensione del degrado e, di rimando, alle soluzioni di restauro da adottare.
- Conservazione consapevole: si intende porre l’accento sulla conservazione preventiva, in particolare sui metodi di monitoraggio delle opere utili a controllare le alterazioni dei materiali nel tempo. Anche per questo punto, si vorrebbe sottolineare l’accessibilità alla diagnostica che troppo spesso non viene presa in considerazione perché ritenuta complessa e costosa.
Programma della giornata
I POSTI SONO ESAURITI, NON SARA' POSSIBILE PROCEDERE CON IL PAGAMENTO DELLA QUOTA
Per info scrivere a: daniela.rullo@igiic.org
Immagine in copertina: Aron Demetz, Burning Man, 2010 - Legno carbonizzato - 230 cm,. Crediti fotografici Egon Dejori -
La ceramica nell’emergenza, dal pronto intervento al restauro
MIC Faenza, 5 giugno 2025
La quarta edizione delle giornate di studio biennali organizzate dal MIC e dall’IGIIC sarà dedicata al tema della Ceramica nell’emergenza, dal pronto intervento al restauro. La giornata di studio è aperta a proposte d’intervento che prendano in considerazione i vari aspetti del materiale ceramico in relazione all’emergenza:- Prevenzione e gestione dell’evento catastrofico
- Modalità di recupero e movimentazione del manufatto ceramico in contesti di emergenza
- Materiali ceramici in sofferenza come intervenire dopo la prima emergenza? Interventi specifici sulla fragilità del materiale danneggiato
- Organizzazione e sicurezza degli spazi per il ricovero dei beni
- Strategie di gestione per il ricollocamento del manufatto ceramico restaurato
- Problemi di conservazione e tutela delle ceramiche nel contesto archeologico in emergenza _new
Gli iscritti alla giornata di studi provenienti dall’Università di Bologna – Campus di Ravenna avranno accesso gratuito -
L’Ottocento nelle arti. Ricerche e dialoghi sulla conservazione. Le opere scultoree in gesso: calchi e modelli come ambasciatori dell’arte e del gusto. Le manifatture, i materiali costituenti e le tecniche di realizzazione.
24 novembre 2025, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano
Negli ultimi anni l’interesse per questa tipologia di manufatti, che ha conosciuto molti decenni di sfortuna critica e, conseguentemente, materiale, è decisamente aumentato. Calchi e modelli in gesso sono presentati in importanti mostre in Italia e all’estero, e, indice di un evidente mutamento di gusto generalizzato, vi è un rilevante incremento del mercato antiquariale. Le istituzioni della formazione artistica italiane possiedono le più vaste collezioni di gessi storici e l’attività, ormai più che decennale, svolta dal sistema AFAM con i suoi corsi di laurea magistrale in Restauro ha contribuito sensibilmente alla rivalutazione di questa classe di beni culturali, realizzando restauri che da un lato hanno promosso studi di carattere storico-artistico e archivistico, mettendo in luce l’importanza di questo materiale sia nella trasmissione, sia nella creazione di opere scultoree e dall’altro hanno incrementato l’aspetto conservativo con una serie di novità tecnico-scientifiche e di approccio metodologico, in continuo divenire. Il confronto tra le varie figure professionali coinvolte e la conseguente progressione della conoscenza ha messo in luce la vastità e la complessità di questo settore per cui una sola giornata di studi può ambire solo a definirne le linee principali di ricerca e promuovere una raccolta sistematica di dati per il prossimo futuro. L‘Accademia di Belle Arti di Brera promuove dunque questo incontro, essendo depositaria di una Gipsoteca con circa 1300 esemplari e di un Archivio e di una Fototeca storici, ricchissimi entrambi di informazioni che collegano i nostri Gessi alla storia lombarda, italiana e a quella di Istituzioni e musei europei. L’incontro prevede quindi tre momenti salienti che vengono di seguito presentati: 1) Studio dell’attività delle principali botteghe-studio di formatori, italiane ed europee, nell’800. Le botteghe di formatura svolgevano una doppia attività di riproduzione di opere antiche e di affiancamento al lavoro degli scultori nella fase di trasferimento dal modello in argilla al gesso. Milano vanta una lunga tradizione nel campo della formatura raggiungendo livelli qualitativi altissimi ed esportando i manufatti in gesso in Europa ed oltreoceano. Un ambito ancora da studiare riguarda le fonderie artistiche nelle quali la formatura è parte integrante del processo produttivo. Per questo tema saranno di particolare interesse contributi che portino studi o testimonianze di questa attività produttiva e che possano permettere di identificare le varie tipologie di lavorazione, in modo da poter comprendere meglio eventuali specifici problemi di conservazione 2)Raccolta di studi e dati analitici Il gesso ha avuto una grossa applicazione e diffusione nel tempo. In questa sessione si vogliono ritrovare i metodi di studio applicati nella valutazione della preparazione e applicazione del gesso nella statuaria dell’800. Sarà dato valore anche a proposte o studi che abbiano sviluppato tecniche analitiche tradizionali o specifiche per le analisi di “malte” a base gessosa, con un interesse per i casi di sistematizzazione delle risultanze scientifiche organizzati in sistemi di raccolta e confronto dei risultati e delle metodologie analitiche impiegate 3) Presentazione di interventi di restauro eseguiti su manufatti scultorei in gesso Fino a pochi decenni fa gli interventi erano demandati a figure che ben poco avevano a che fare con il restauro. È quindi relativamente recente l’interesse e il conseguente sviluppo tecnico scientifico per una corretta conservazione di questi delicati manufatti. Decisivi passi avanti sono stati fatti per quanto riguarda la fase della pulitura grazie all’impiego dei gel e degli idrogel viscoelastici; altri aspetti, come ad esempio gli interventi di consolidamento, ricomprendendo anche quelli di carattere statico, e quelli relativi alle integrazioni materiche, sono stati meno indagati. Per tanto, in questa sezione, che prevede ampio spazio per i contributi, sarà dato preferenzialmente spazio ad interventi caratterizzati in tal senso
Locandina evento ***Le iscrizioni sono CHIUSE*** -
Uno sguardo all’arte contemporanea negli spazi pubblici
Venerdì 6 febbraio 2026, Accademia di Belle Arti di Bologna - Aula Teatro
Programma della giornataL’undicesima giornata di Studio sul Contemporaneo si focalizzerà sulle strategie di cura per l’arte contemporanea in spazi pubblici; essa, infatti, rappresenta una sfida complessa che coinvolge aspetti estetici, materiali, sociopolitici e giuridici. A differenza delle opere tradizionalmente collocate nei musei, gli interventi artistici pubblici sono soggetti a un contesto dinamico e mutevole, che condiziona tanto la fruizione quanto la conservazione. Il tema, assai complesso e vasto, intende concentrarsi sulle problematiche legate alla programmazione e alla conservazione delle opere site-specific, temporanee o permanenti, con particolare attenzione alle criticità derivanti dall’esposizione ambientale, dall’interazione con il pubblico e dall’assenza di protocolli condivisi tra artisti, curatori, enti pubblici ed esperti della conservazione. L’intento, attraverso i casi studio, è quello di riflettere sulla necessità di coinvolgere, fin dalla fase progettuale, diverse figure professionali che contribuiscano a garantire nel tempo l’intenzione e la vitalità dell’opera attraverso una visione sostenibile e transdisciplinare. Aree tematiche:- Progettazione e processi partecipativi, ovvero contributi che esplorino le modalità di ideazione e realizzazione di interventi artistici nello spazio pubblico, relazione tra artista, comunità e istituzioni; saranno considerati di particolare rilievo i contributi in cui la fase progettuale abbia preso in considerazione gli aspetti di conservazione preventiva e programmata.
- Programmazione culturale e gestione delle opere, ovvero riflessioni e casi studio sul ruolo della pianificazione e della governanceculturale nella gestione dell’arte pubblica al fine di creare un dialogo tra arte, urbanistica e territorio.
- Conservazione, manutenzione e documentazione, ovvero approcci teorici e operativi alla conservazione dell’arte contemporanea esposta in ambienti pubblici tra criticità tecniche e materiali dell’arte site-specific, manutenzione ordinaria e straordinaria e ruolo dell’artista nella conservazione.
Iscrizioni CHIUSE posti esauriti
Immagine in copertina: Foto di un’opera di JR dal progetto "Deplacé-e-s" 2022COMITATO SCIENTIFICO Graziella Accorsi Lorenzo Appolonia Giorgio Bonsanti Giovanna Cassese Andrea Del Bianco Melissa Gianferrari Augusto Giuffredi Antonio Rava Camilla Roversi Monaco Ilaria Saccani Elena Maria Spoldi
-
L’Ottocento nelle arti. L’OTTOCENTO NELLE ARTI. RICERCHE E DIALOGHI SULLA CONSERVAZIONE. III EDIZIONE L’immagine su carta, dal disegno ai media a stampa: tecniche, collezioni e conservazione
23 novembre 2026, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano
La III edizione della giornata di studi L’Ottocento nelle arti. Ricerche e dialoghi sulla conservazione intende aprire un confronto interdisciplinare dedicato ai materiali cartacei dell’Ottocento, con l’obiettivo di mettere in dialogo studi tecnico-scientifici, indagini diagnostiche e interventi di restauro con altre realtà di formazione e ricerca . L’incontro si propone come occasione per delineare le principali linee di ricerca attuali e promuovere una raccolta condivisa di dati e metodologie, utili anche per sviluppi futuri. L’Accademia di Belle Arti di Brera promuove questo incontro in quanto depositaria di un ricco patrimonio costituito da una raccolta di disegni e stampe, da una fototeca, nonché da un archivio e da una biblioteca storici, nei quali sono confluite opere e documenti sia come esito delle attività didattiche sia attraverso acquisizioni e donazioni. Tali collezioni rivestono un ruolo fondamentale non solo per la ricerca e la conservazione, ma anche per la funzione didattica dell’Accademia, costituendo uno strumento essenziale per la formazione, la sperimentazione e la trasmissione delle conoscenze legate alle arti e alla tutela del patrimonio culturale. Negli ultimi decenni l’attenzione verso questi manufatti è cresciuta in modo significativo, coinvolgendo ambiti di ricerca diversi: dalla storia delle tecniche e dei materiali allo studio delle collezioni e delle fonti, fino alle problematiche conservative e diagnostiche. Musei, biblioteche, archivi e istituzioni culturali e di formazione custodiscono infatti un patrimonio vasto e complesso, talvolta ancora sottovalutato, caratterizzato da un’ampia varietà di supporti, leganti, inchiostri, pigmenti e processi produttivi non sempre indagati in maniera sistematica. La giornata di studi intende favorire il dialogo tra storici dell’arte, archivisti, conservatori, restauratori ed esperti di diagnostica e scienze applicate alla conservazione, offrendo uno spazio di confronto sulle problematiche conservative e storico-critiche dei materiali cartacei ottocenteschi e contribuendo alla definizione di un approccio interdisciplinare. Se vuoi partecipare attivamente, invia un abstract entro il 25 maggio p.v. a info@igiic.org scarica il modello long abstractAree tematiche 1) Materiali cartacei e contesti di produzione Saranno accolti contributi dedicati allo studio dei materiali cartacei ottocenteschi in relazione ai contesti produttivi territoriali, industriali e artigianali, con particolare attenzione a:- Tipologie di carta e processi di fabbricazione;
- Rapporti tra innovazione tecnica e tradizione;
- Circolazione dei materiali e delle conoscenze tra ambito artistico, editoriale e scientifico.
- Manualistica, ricettari, brevetti e pubblicazioni tecnico-scientifiche;
- Documenti d’archivio, corrispondenze e registri di produzione e acquisizione;
- Formazione e sviluppo di collezioni pubbliche e private di libri, stampe, disegni e fotografie;
- Criteri di selezione, ordinamento e conservazione dei materiali;
- Ruolo del collezionismo nelle attuali problematiche conservative.
- Approcci diagnostici non invasivi e micro-invasivi;
- Studi sui materiali costitutivi;
- Analisi dei fenomeni di degrado e delle loro interazioni con i supporti.
- Problematiche specifiche legate ai materiali e alle tipologie di manufatto; scelte metodologiche e criteri di intervento e relative indagini tecnico-scientifiche;
- Questioni legate all’uso, all’esposizione e alla conservazione nel lungo periodo.
- Contesti emergenziali: criteri e metodi di intervento per archivi e depositi : esperienze a confronto sia per casi isolati sia per intere collezioni danneggiate da eventi catastrofici
-
La pulitura dei materiali ceramici: metodo innovazione ed etica di intervento
MIC Faenza, 10 giugno 2027
La pulitura dei manufatti ceramici, è l’intervento di restauro più comune e diffuso, solo apparentemente semplice e poco invasivo. La sua frequenza può indurre a minimizzare tale operazione, che invece va attentamente valutata caso per caso per evitare irreversibili danneggiamenti. La pulitura rappresenta una procedura conservativa che pone non poche criticità e interrogativi: cosa pulire? Quanto pulire? Come pulire?
I depositi presenti su alcuni materiali ceramici spesso celano delle finiture superficiali applicate a freddo durante la fabbricazione degli oggetti o talvolta in tempi successivi, che puliture incaute e aggressive rischiano di cancellare.
Il passaggio del tempo unitamente all’utilizzo degli oggetti ceramici meritano un’approfondita valutazione sull’opportunità della rimozione o conservazione delle tracce rimaste sull’oggetto; per esempio i residui di prodotti contenuti all’interno dei vasi antichi possono fornire preziose indicazioni sulla storia del loro utilizzo, così come i materiali e le tracce di giacitura delle ceramiche di provenienza archeologica.
Tuttavia, dal punto di vista conservativo, lo sporco può rappresentare un veicolo per favorire processi di degrado e la sua rimozione risulta quasi sempre necessaria, da pianificare in modo adeguato, in particolare, quando in esso sono contenuti prodotti di alterazione del materiale ceramico, la cui rimozione comporterebbe un inevitabile impoverimento del manufatto.
La quinta edizione della giornata di studi, organizzata dal MIC di Faenza e IGIIC, presenta per l’anno 2027 il tema dedicato alla pulitura del materiale ceramico, con importanti riflessioni di metodo, di etica e di responsabilità; si rivolge alla comunità scientifica per aprire un confronto con le scuole di formazione e professionisti di settore Il nuovo appuntamento accoglie contributi che prendano in considerazione la pulitura dei materiali ceramici in linea con le sezioni tematiche di seguito proposte :
- I confini della pulitura: quando fermarsi? Esempi di puliture o azioni aggressive che innescano l’impoverimento del materiale, o viceversa esempi di valorizzazione di materiali superficiali storicizzati
- Pulitura “ordinaria”: interventi di manutenzione finalizzati alla corretta conservazione dell’oggetto ceramico. Si prendono in considerazione contributi che propongano accorgimenti specifici per preservare il singolo bene, o gruppi di beni, evitando così la necessità di interventi straordinari.
- La pulitura dei manufatti di provenienza archeologica, artistica e collezionistica. Approccio metodologico per specifiche problematiche. Verranno valutati i contributi che raccolgano metodi per la pulitura guidati dalla documentazione di interventi pregressi, oppure inerenti a dati di contesto di scavo e/o di contesto museale o collezionistico di oggetti ceramici.
- Metodologie e prodotti per la pulitura nel tempo. Un confronto sul modus operandi del restauro tradizionale delle ceramiche con nuovi approcci metodologici
- Innovazione e nuove tecnologie. Esempi e contributi sull’utilizzo di nuove strumentazioni e/o tecnologie per la pulitura anche in fase sperimentale
>> Per partecipare attivamente, si potrà inviare il proprio abstract (sarà sufficiente una pagina senza immagini, vd modello), a info@igiic.org, entro il 31 ottobre 2026
-
La fotografia nel contemporaneo: metodi, materiali e conservazione
febbraio 2027
La dodicesima Giornata di Studio sul Contemporaneo è dedicata alla conservazione della fotografia contemporanea, un ambito che pone sfide complesse, al crocevia tra storia della tecnica, scienza dei materiali, pratiche curatoriali e nuovi paradigmi ecologici.
La scelta di tornare sulla fotografia non è casuale: l’ultima giornata dedicata a questo tema risale al 2019, quinta edizione del convegno, quando si rese necessaria una ricognizione sistematica a livello nazionale, con il coinvolgimento di restauratori da tutto il territorio italiano. In quell’occasione fu riservato ampio spazio alle scuole di formazione e alle principali istituzioni che hanno avuto un ruolo chiave nella valorizzazione e conservazione dei beni fotografici. A distanza di quasi un decennio, e in un anno quanto mai simbolico — il 2027 segna il bicentenario della nascita della prima immagine fotografica — questa nuova giornata intende riprendere e approfondire quanto allora osservato, misurando i progressi compiuti e le questioni ancora aperte.
Fin dalla sua comparsa, la fotografia si è rivelata un oggetto intrinsecamente vulnerabile. La molteplicità dei processi e dei supporti che ne caratterizza la storia materiale ha dato vita a un campo di ricerca specifico in continua evoluzione, che esige approcci interdisciplinari e una condivisione costante a livello nazionale e internazionale.
Le pratiche artistiche contemporanee amplificano questa complessità, generando una pluralità di forme espressive in cui i confini tra antico e contemporaneo si fanno sempre più permeabili. Si afferma con forza una tendenza alla riattualizzazione di processi storici, la fotografia d’archivio viene riletta e reintegrata nel circuito artistico, mentre l’impiego di nuovi materiali e nuove tecniche di stampa rende ancora più ardua la definizione di strategie conservative univoche.
Nel caso di artisti viventi, la prassi prevalente tende a privilegiare la ristampa rispetto al restauro dell’oggetto originale: una scelta che solleva interrogativi fondamentali sul carattere riproducibile del medium e sull’autenticità dell’opera. Cosa si conserva, esattamente, quando si conserva una fotografia — l’oggetto, l’immagine, l’intenzione dell’artista? Il confronto tra la logica del restauro tradizionale e quella della riproducibilità tecnica apre un dibattito che il convegno intende affrontare con rigore, anche attraverso casi studio e il dialogo diretto con gli artisti.
Questo confronto non può prescindere dagli imperativi della transizione ecologica, che obbliga a ripensare materiali, processi e protocolli: accanto all’urgenza di rinnovare tecniche conservative consolidate si colloca la necessità di affrontare con nuovi strumenti teorici e metodologici gli interventi sulle opere fotografiche contemporanee.
Il convegno affronterà questi temi attraverso quattro aree principali:
- Lo studio e la caratterizzazione tecnica dei processi fotografici contemporanei, storici riattualizzati e ibridi, con attenzione alla varietà delle tecniche, dalle digitali alle storiche rivisitate, dalle miste ai nuovi materiali, analizzate nei loro aspetti fisici e nelle implicazioni conservative.
- Le alterazioni dei materiali costitutivi, esaminate nelle loro cause chimico-fisiche e ambientali, per affinare le strategie di diagnosi e monitoraggio.
- Le pratiche di conservazione preventiva, conservazione e restauro, con un confronto metodologico, attraverso approcci innovativi, protocolli operativi sostenibili e casi studio.
- Le condizioni di esposizione, di deposito e condizionamento, per rispondere alle nuove esigenze imposte dalla contemporaneità.
Immagine in copertina: Nino Migliori, Pace, 1971, cm 100 x 100, stampa cromogenica su carta politenata, Courtesy MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna | Settore Musei Civici | Comune di Bologna. Copyright Fondazione Nino Migliori

