La fotografia nel contemporaneo: metodi, materiali e conservazione

La fotografia nel contemporaneo: metodi, materiali e conservazione

febbraio 2027

La dodicesima Giornata di Studio sul Contemporaneo è dedicata alla conservazione della fotografia contemporanea, un ambito che pone sfide complesse, al crocevia tra storia della tecnica, scienza dei materiali, pratiche curatoriali e nuovi paradigmi ecologici.

La scelta di tornare sulla fotografia non è casuale: l’ultima giornata dedicata a questo tema risale al 2019, quinta edizione del convegno, quando si rese necessaria una ricognizione sistematica a livello nazionale, con il coinvolgimento di restauratori da tutto il territorio italiano. In quell’occasione fu riservato ampio spazio alle scuole di formazione e alle principali istituzioni che hanno avuto un ruolo chiave nella valorizzazione e conservazione dei beni fotografici. A distanza di quasi un decennio, e in un anno quanto mai simbolico — il 2027 segna il bicentenario della nascita della prima immagine fotografica — questa nuova giornata intende riprendere e approfondire quanto allora osservato, misurando i progressi compiuti e le questioni ancora aperte.

Fin dalla sua comparsa, la fotografia si è rivelata un oggetto intrinsecamente vulnerabile. La molteplicità dei processi e dei supporti che ne caratterizza la storia materiale ha dato vita a un campo di ricerca specifico in continua evoluzione, che esige approcci interdisciplinari e una condivisione costante a livello nazionale e internazionale.

Le pratiche artistiche contemporanee amplificano questa complessità, generando una pluralità di forme espressive in cui i confini tra antico e contemporaneo si fanno sempre più permeabili. Si afferma con forza una tendenza alla riattualizzazione di processi storici, la fotografia d’archivio viene riletta e reintegrata nel circuito artistico, mentre l’impiego di nuovi materiali e nuove tecniche di stampa rende ancora più ardua la definizione di strategie conservative univoche.

Nel caso di artisti viventi, la prassi prevalente tende a privilegiare la ristampa rispetto al restauro dell’oggetto originale: una scelta che solleva interrogativi fondamentali sul carattere riproducibile del medium e sull’autenticità dell’opera. Cosa si conserva, esattamente, quando si conserva una fotografia — l’oggetto, l’immagine, l’intenzione dell’artista? Il confronto tra la logica del restauro tradizionale e quella della riproducibilità tecnica apre un dibattito che il convegno intende affrontare con rigore, anche attraverso casi studio e il dialogo diretto con gli artisti.

Questo confronto non può prescindere dagli imperativi della transizione ecologica, che obbliga a ripensare materiali, processi e protocolli: accanto all’urgenza di rinnovare tecniche conservative consolidate si colloca la necessità di affrontare con nuovi strumenti teorici e metodologici gli interventi sulle opere fotografiche contemporanee.

Il convegno affronterà questi temi attraverso quattro aree principali:

  • Lo studio e la caratterizzazione tecnica dei processi fotografici contemporanei, storici riattualizzati e ibridi, con attenzione alla varietà delle tecniche, dalle digitali alle storiche rivisitate, dalle miste ai nuovi materiali, analizzate nei loro aspetti fisici e nelle implicazioni conservative.
  • Le alterazioni dei materiali costitutivi, esaminate nelle loro cause chimico-fisiche e ambientali, per affinare le strategie di diagnosi e monitoraggio.
  • Le pratiche di conservazione preventiva, conservazione e restauro, con un confronto metodologico, attraverso approcci innovativi, protocolli operativi sostenibili e casi studio.
  • Le condizioni di esposizione, di deposito e condizionamento, per rispondere alle nuove esigenze imposte dalla contemporaneità.

>> Se desideri partecipare attivamente, invia un long abstract (max 3 cartelle editoriali, max 3 img) a info@igiic.org entro il 16 novembre 2026 e parteciperai alla selezione da parte del comitato scientifico.

Immagine in copertina: Pace, Nini Migliori, 1973, stampa a sviluppo cromogeno su carta politenata con resine, sabbia e pigmenti, incollata su lastra di alluminio, 100 x 100 cm. Courtesy MAMbo, Copyright Fondazione Nino Migliori.

 

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Costo dell’evento

Fascia di prezzo: da 30,00 € a 60,00 €

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